Listing Act in Italia: le nuove regole per la quotazione delle PMI

CONDIVIDI SUI SOCIAL

23 Aprile 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo per il recepimento in Italia del Listing Act. Il provvedimento recepisce la direttiva (UE) 2024/2811 e adegua la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/2809, con l’obiettivo di rendere i mercati dei capitali più accessibili e attrattivi, agevolando la quotazione delle piccole e medie imprese (PMI).

Le novità del Listing Act per l’accesso ai capitali

Il pacchetto normativo europeo, ora integrato nell’ordinamento italiano, punta a ridurre gli oneri regolamentari e a favorire il finanziamento delle imprese attraverso il mercato azionario. L’intervento agisce su tre pilastri fondamentali: requisiti di ammissione per la quotazione delle PMI, ricerca finanziaria e trasparenza informativa.

Flottante minimo ridotto al 10%

Per facilitare l’ingresso in Borsa senza compromettere il controllo societario, il decreto interviene sui requisiti di capitalizzazione. La novità principale è la riduzione del flottante minimo al 10 per cento delle azioni detenute dal pubblico. Questa misura è pensata per le realtà imprenditoriali a controllo familiare che intendono aprirsi al mercato mantenendo una solida stabilità nella governance.

Nuova disciplina per ricerca finanziaria e MiFID II

Il decreto recepisce le modifiche alla direttiva MiFID II, introducendo una disciplina organica della ricerca in materia di investimenti. Le nuove regole prevedono:

  • l’ammissione della ricerca sponsorizzata dall’emittente (issuer-sponsored research), a condizione che rispetti il codice di condotta europeo emanato dall’ESMA;
  • la possibilità di pagamento congiunto per i servizi di ricerca ed esecuzione, per garantire maggiore visibilità alle società a bassa capitalizzazione;
  • standard rigorosi di trasparenza e correttezza per evitare conflitti di interesse e proteggere gli investitori;

Semplificazione del prospetto informativo

Un altro ostacolo rimosso è l’eccessiva complessità documentale in fase di offerta pubblica. L’adeguamento al regolamento (UE) 2024/2809 introduce:

  • nuovi modelli di prospetto semplificati, focalizzati sulle informazioni essenziali per gli investitori;
  • un sistema di esenzioni proporzionate dall’obbligo di prospetto per ridurre i costi di emissione;
  • procedure accelerate per le società già quotate che effettuano emissioni secondarie;
MisuraDettaglio Tecnico
Soglia FlottanteRidotta al 10% per facilitare l’ammissione
Ricerca BrokerAmmessa la ricerca sponsorizzata (codice ESMA)
Obbligo ProspettoNuove esenzioni e modelli brevi per tagliare i costi
VigilanzaCoordinamento Consob e adeguamento del TUF

Coordinamento con il TUF e sanzioni

Il provvedimento prevede infine disposizioni di coordinamento per allineare il Testo Unico della Finanza (TUF) alle nuove disposizioni europee. Questo garantisce che la semplificazione dei mercati avvenga in un quadro di certezza normativa, mantenendo elevati gli standard di tutela del risparmio e definendo chiaramente i poteri di intervento della Consob sulle irregolarità informative.