11 Maggio 2026, di Teresa Barone – PMI.it
Si apre a giugno lo sportello Invitalia 2026 per il voucher piccoli editori, il contributo a fondo perduto promosso dal Ministero della Cultura e dal Centro per il Libro e la Lettura. La misura mette a disposizione oltre 5 milioni di euro per microimprese editoriali attive nel settore dei libri, con agevolazioni fino a 15mila euro per fiere, digitalizzazione, assunzioni e rafforzamento commerciale.
Voucher piccoli editori, a sportello dal 22 giugno 2026
Le domande per il voucher di sostegno ai piccoli editori possono essere inviate dal 22 giugno 2026, dalle ore 12:00, attraverso l’area personale Invitalia. La data deriva dalla rettifica dell’avviso pubblico, che ha spostato l’apertura dello sportello rispetto al calendario iniziale.
La procedura segue l’ordine cronologico di presentazione e resta attiva fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il budget complessivo ammonta a 5.067.611,83 euro, con istruttoria affidata a Invitalia e comunicazioni inviate tramite PEC.
Chi può chiedere il contributo a fondo perduto
Il contributo si rivolge ai piccoli editori di libri costituiti in forma di società di capitali, società di persone, ditta individuale oppure ente del Terzo settore iscritto al RUNTS, con esclusione delle fondazioni.
Per accedere al voucher, i soggetti richiedenti devono rispettare questi requisiti:
- risultare costituiti e attivi alla data del 1° gennaio 2020;
- svolgere attività di edizione di libri con codice ATECO 58.11 in almeno un’unità locale situata in Italia;
- rientrare nella definizione di microimpresa, con meno di 10 addetti e fatturato o totale di bilancio annuo entro 2 milioni di euro;
- avere pubblicato almeno 10 libri nei tre anni precedenti la domanda;
- possedere regolarità contributiva e titolo a ricevere aiuti in regime de minimis.
Importo fino a 15mila euro: le spese ammesse
Il voucher Invitalia per piccoli editori è concesso nella forma del contributo a fondo perduto fino a 15mila euro per beneficiario. L’agevolazione può coprire il 100% delle spese ammissibili, nei limiti dell’importo riconosciuto in sede di concessione.
Le spese considerate sono quelle sostenute negli esercizi 2023, 2024 e 2025 e devono rientrare in queste categorie:
- materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
- costi per servizi legati all’attività editoriale;
- costi per godimento di beni di terzi;
- spese relative al personale dipendente.
Invitalia verifica il sostenimento dei costi attraverso bilanci o dichiarazioni dei redditi relativi agli esercizi 2023, 2024 e 2025. Le spese devono risultare regolarmente registrate nei documenti contabili e disponibili per eventuali controlli.
Gli obiettivi del bando 2026
Il piano d’impresa deve collegare il contributo richiesto a uno o più obiettivi strategici previsti dall’avviso. Il voucher può sostenere la partecipazione a fiere, saloni ed eventi editoriali nazionali o internazionali, con l’obiettivo di aumentare la visibilità della casa editrice e ampliare le reti commerciali.
Una seconda area riguarda la digitalizzazione dei piccoli editori, con strumenti tecnologici per produzione, gestione, vendita e promozione dei prodotti editoriali. In un mercato in cui la visibilità online degli editori è sempre più esposta agli algoritmi delle piattaforme, il bando prova a sostenere anche il rinnovamento dei canali digitali.
Il voucher può inoltre finanziare iniziative legate all’incremento o al consolidamento dell’occupazione e al rafforzamento della capacità commerciale, compresi nuovi canali di vendita e modelli di business più adatti alla distribuzione contemporanea del libro.
Come fare domanda su Invitalia
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma Invitalia. Per accedere servono identità digitale, firma digitale del legale rappresentante e indirizzo PEC valido per tutte le comunicazioni con il soggetto gestore.
Alla domanda devono essere allegati i documenti richiesti dall’avviso, tra cui format generato dalla piattaforma, statuto e atto costitutivo, dichiarazioni sostitutive sui requisiti, piano d’impresa, dichiarazione sulla qualifica di microimpresa, dichiarazione sugli aiuti de minimis, dichiarazione antiriciclaggio e bilanci o dichiarazioni fiscali 2023, 2024 e 2025.
Se gli allegati risultano illeggibili, errati o incompleti, Invitalia può chiedere integrazioni tramite PEC assegnando un termine massimo di 10 giorni. La mancata risposta entro il termine indicato comporta la decadenza della domanda.
Istruttoria ed erogazione del voucher
Invitalia istruisce le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione. La valutazione riguarda sia i requisiti formali sia la coerenza tra contributo richiesto e obiettivi strategici indicati nel piano d’impresa. Il procedimento istruttorio si chiude entro 30 giorni dalla presentazione della domanda completa, salvo sospensioni per integrazioni o motivi ostativi. In caso di ammissione, il provvedimento di concessione va controfirmato per accettazione entro 30 giorni dalla ricezione.
Dopo l’accettazione, il beneficiario trasmette la richiesta di erogazione del contributo tramite la modulistica Invitalia. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla ricezione del provvedimento controfirmato e della richiesta completa.
