5 Novembre 2026, di Anna Fabi – PMI.it
La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una revisione dello stop alle nuove auto a benzina e diesel dal 2035, aprendo alla possibilità di continuare a immatricolare veicoli con motori termici anche oltre la scadenza. Il nuovo compromesso europeo propone limiti meno restrittivi sulle emissioni, crediti per l’acciaio green e incentivi alla produzione di auto elettriche. La normativa attuale continua ad applicarsi fino all’approvazione definitiva della riforma.
In sintesi:
- la commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo ha approvato il 4 novembre 2026 la proposta di revisione degli standard CO2 con 48 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astensioni;
- per le nuove auto, il testo ENVI propone una riduzione delle emissioni dell’87,5% dal 2035, con crediti fino al 7,5% per l’acciaio europeo a basse emissioni;
- per i furgoni, la commissione ENVI propone una riduzione del 35% entro il 2030 e dell’80% dal 2035, rispetto agli obiettivi rispettivamente del 50% e del 100% stabiliti dal Regolamento (UE) 2019/631, come modificato;
- le piccole auto elettriche prodotte nell’UE, lunghe al massimo 4,2 metri, conterebbero come 1,4 veicoli nel calcolo delle emissioni medie dei costruttori, secondo il testo ENVI del 4 novembre 2026.
Auto 2035: la commissione UE propone un taglio CO2 dell’87,5%
La commissione Ambiente del Parlamento europeo propone di ridurre all’87,5% il taglio delle emissioni medie delle nuove auto dal 2035, consentendo ai costruttori di utilizzare crediti aggiuntivi per l’impiego di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione europea.
Il meccanismo consentirebbe di raggiungere una riduzione complessiva del 95%, lasciando una quota residua del 5% senza ulteriori obblighi di compensazione. Il calcolo riguarda le emissioni medie delle nuove auto immatricolate dai costruttori, rispetto ai valori di riferimento europei, e introduce un margine per mantenere in produzione alcuni modelli con motore a combustione.
Il compromesso parlamentare modifica ulteriormente l’impostazione proposta dalla Commissione europea nel dicembre 2025, che prevedeva una riduzione del 90% delle emissioni allo scarico e la compensazione del restante 10% attraverso crediti legati all’acciaio green, agli e-fuel e ai biocarburanti sostenibili.
La revisione legislativa è ancora in discussione. L’obiettivo vigente, fissato dal Regolamento (UE) 2019/631 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, come modificato dal Regolamento (UE) 2023/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, prevede dal 2035 l’azzeramento delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto.
Motori termici e ibridi nella revisione UE: le aperture previste
La revisione europea consentirebbe ai motori a combustione interna di conservare uno spazio nel mercato delle nuove immatricolazioni dal 2035, a condizione che i costruttori rispettino i requisiti sulle emissioni e le eventuali disposizioni sui carburanti ammissibili.
La proposta della Commissione europea aveva già aperto a diverse soluzioni tecnologiche, comprese le auto ibride plug-in, i veicoli con range extender, i mild hybrid e i motori endotermici. Il compromesso parlamentare introduce ulteriori margini di flessibilità e propone di riconoscere anche una categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili e a basse emissioni che rispettino determinati requisiti.
Questa categoria, denominata Vehicles Running Exclusively on Eligible Fuels (VEEF), sarebbe inclusa nella definizione normativa di veicoli a zero emissioni. La sua applicazione dipenderebbe dalle caratteristiche dei carburanti riconosciuti e dalle condizioni stabilite nel testo definitivo.
La possibilità di vendere nuove auto termiche continuerebbe comunque a dipendere dalle regole applicabili al costruttore e dal rispetto dei valori medi delle emissioni. Inoltre, il limite europeo del 2035 riguarda le nuove immatricolazioni: le auto già immatricolate prima di quella data sono soggette alle normali regole di circolazione, comprese eventuali restrizioni locali per i veicoli più inquinanti.
Supercrediti per le citycar elettriche prodotte in Europa
Le piccole auto elettriche prodotte nell’Unione europea beneficerebbero di un moltiplicatore di 1,4 nel calcolo delle emissioni medie delle flotte dei costruttori, secondo il compromesso approvato dalla commissione Ambiente.
Il vantaggio sarebbe di natura regolamentare e permetterebbe alle case automobilistiche di attribuire un peso maggiore ai modelli elettrici ammissibili. Per esempio, 1.000 citycar elettriche che rispettano i requisiti varrebbero contabilmente come 1.400 veicoli: 400 unità aggiuntive ai fini del meccanismo di calcolo, pur a fronte di sole 1.000 immatricolazioni effettive.
Il testo parlamentare prevede inoltre un moltiplicatore di 1,2 per i veicoli elettrici particolarmente efficienti e prodotti nell’UE, con un incremento di 0,1 per le vetture immatricolate attraverso programmi di leasing sociale. Sono previsti supercrediti specifici anche per i furgoni elettrici europei.
I supercrediti rappresentano un incentivo destinato ai costruttori per rispettare gli standard sulle emissioni. Non determinano automaticamente uno sconto sul prezzo di vendita al consumatore, che dipende invece da politiche commerciali e da eventuali incentivi e offerte per le auto green.
Più flessibilità sui target CO2 e sulle sanzioni ai costruttori
La proposta di revisione degli standard europei introduce un sistema di flessibilità sui target CO2 per il triennio 2030-2032, consentendo ai costruttori di compensare risultati annuali differenti nel rispetto delle condizioni previste dal nuovo meccanismo.
Il principio estende un’impostazione già adottata per il periodo 2025-2027, attraverso il Regolamento (UE) 2025/1214 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2025, che consente di valutare gli obiettivi sulle emissioni mediante una media triennale.
La possibilità di distribuire gli adeguamenti su più esercizi ridurrebbe il rischio di penalizzazioni legate a singole annualità, lasciando ai costruttori maggiore margine nella programmazione delle vendite di veicoli elettrici, ibridi e termici. Le sanzioni per il superamento degli obiettivi continuano a essere previste dalla normativa europea.
Furgoni: nuovi obiettivi sulle emissioni per il 2030 e il 2035
La commissione Ambiente propone di ridurre del 35% le emissioni medie dei nuovi furgoni entro il 2030 e dell’80% dal 2035, introducendo obiettivi meno restrittivi di quelli attualmente previsti dalla normativa europea.
La proposta va oltre la flessibilità richiesta dalla Commissione europea nel dicembre 2025, quando Bruxelles aveva ipotizzato di portare al 40% il target intermedio dei veicoli commerciali leggeri. Il testo parlamentare contempla anche per i furgoni crediti legati all’impiego di acciaio europeo a basse emissioni, soggetti ai limiti previsti dal meccanismo.
La revisione risponde alle difficoltà di elettrificazione del comparto, dove i costruttori devono conciliare autonomia, capacità di carico, costi e infrastrutture di ricarica. Per le imprese che utilizzano veicoli commerciali, le nuove disposizioni potrebbero ampliare le opzioni di acquisto e rinnovo del parco mezzi.
Gli standard europei sulle emissioni vanno comunque distinti dai programmi nazionali di sostegno agli investimenti, compresi i contributi per il rinnovo delle flotte commerciali, che seguono requisiti e procedure propri.
Semplificazioni automotive: risparmi stimati per oltre 700 milioni l’anno
Il Pacchetto Automotive della Commissione europea comprende anche una proposta di semplificazione delle disposizioni applicabili ai veicoli, con risparmi amministrativi stimati da Bruxelles in circa 706 milioni di euro l’anno per imprese, cittadini e autorità.
Gli interventi comprendono modifiche ai requisiti di omologazione e alle procedure di prova, oltre a misure riguardanti i veicoli elettrici e le disposizioni Euro 7. Il 4 novembre 2026 le commissioni parlamentari competenti hanno approvato ulteriori modifiche all’Omnibus Automotive, compresa la proposta di differire di 18 mesi l’applicazione dell’Euro 7 ai mezzi pesanti.
Il pacchetto punta a ridurre gli adempimenti amministrativi e ad agevolare gli investimenti dell’industria automobilistica europea, mantenendo un sistema comune di requisiti per l’omologazione e la sicurezza dei veicoli. Anche queste modifiche devono completare l’iter legislativo.
Battery Booster: 1,8 miliardi per la filiera europea delle batterie
Il programma Battery Booster, presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025, prevede una dotazione di 1,8 miliardi di euro per rafforzare la filiera delle batterie prodotte nell’Unione europea.
Una quota pari a 1,5 miliardi è destinata al sostegno dei produttori europei di celle attraverso prestiti senza interessi. Ulteriori interventi riguardano investimenti industriali, ricerca, innovazione e collaborazione tra Stati membri.
Il programma risponde alla dipendenza europea dalle catene di approvvigionamento estere, in un comparto determinante per la competitività delle auto elettriche prodotte nell’UE. Si affianca agli interventi nazionali, tra cui il piano italiano di incentivi automotive per le imprese, che dispone di risorse e criteri di accesso differenti.
Stop auto 2035: regole attuali, acquisti e prossime decisioni UE
Il voto della commissione Ambiente del Parlamento europeo non ha ancora modificato le condizioni legali per immatricolare nuove auto dopo il 2035. Il compromesso deve essere confermato dall’assemblea parlamentare e successivamente negoziato con il Consiglio dell’Unione europea.
Per automobilisti e imprese, le conseguenze dipendono dal tipo di veicolo, dalla data di immatricolazione e dalle regole che saranno effettivamente approvate. Le principali situazioni da considerare sono le seguenti:
| Situazione | Regola e conseguenza |
|---|---|
| Auto a benzina o diesel già immatricolata | Il regolamento europeo sulle emissioni delle nuove auto non impone la rottamazione del veicolo. Continuano ad applicarsi le disposizioni sulla circolazione, comprese le eventuali limitazioni locali. |
| Acquisto di una nuova auto termica prima del 2035 | L’acquisto è soggetto alle regole vigenti al momento dell’immatricolazione. La proposta europea non introduce un divieto anticipato di acquisto. |
| Nuova auto termica da immatricolare dal 2035 | La possibilità di immatricolazione dipenderà dall’esito della revisione legislativa, dagli standard sulle emissioni dei costruttori e dai criteri applicabili alle diverse alimentazioni. |
| Rinnovo della flotta aziendale | Le imprese devono valutare le regole attualmente applicabili, i costi complessivi di utilizzo e gli eventuali incentivi nazionali. Le future agevolazioni europee richiedono ancora l’approvazione definitiva. |
| Investimenti dei produttori di componenti e materiali | I crediti per l’acciaio europeo e le nuove regole sui motori termici possono influenzare le strategie industriali, ma i benefici regolamentari dipendono dal testo che sarà adottato. |
Il prossimo passaggio previsto è il voto in plenaria dell’Europarlamento nel dicembre 2026. Il Consiglio UE sta contemporaneamente lavorando alla posizione degli Stati membri. Soltanto un accordo legislativo definitivo potrà stabilire le condizioni con cui i produttori continueranno a immettere sul mercato nuovi veicoli con motore a combustione.
Fino a quel momento il riferimento normativo è il Regolamento (UE) 2023/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, che modifica gli standard sulle emissioni delle nuove auto e dei veicoli commerciali leggeri. Le proposte di revisione presentate dalla Commissione sono raccolte nella documentazione ufficiale del Pacchetto Automotive.
